Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

venerdì 28 novembre 2014

1891 La passerella per la Fonte di Sette


Una nuova via per una importante
sorgente di Crespino
ricerca di Luisa Calderoni




Vista dalla strada statale



La Fonte di Sette era un punto di presa importante per l'approvvigionamento idrico di Crespino prima della costruzione dell' Acquedotto degli Allocchi. Dopo la costruzione della ferrovia la sorgente rimase isolata, oltre i binari, e il Comune ottenne dalle Ferrovie che fosse fatto un sottopasso e una passerella d'accesso per permettere ai crespinesi di andare là a prendere l'acqua senza tante difficoltà.

La Società delle Strade Ferrate Meridionali, che gestiva la linea, diede seguito all'accordo e poi consegnò la passerella al Comune, per togliersi ogni obbligo di manutenzione.


Strade Ferrate Meridionali - Rete Adriatica
Ferrovia Faenza - Firenze
Sezione quarta Tronco Crespino - fosso Canecchi

Verbale di consegna di una passerella metallica costruita sul fiume Lamone in corrispondenza al ponticello al Km 0 + 151,37 e che serve per accedere alla fonte detta di Sette, di proprietà del Comune di Marradi.

Col presente verbale i sottoscritti:
Tadini Fedele, Aiutante Governativo all'uopo delegato in rappresentanza dell'Ing. capo Sezione sig. Fabbio Amaddii e il sig. Mughini ing. Antonio, quale rappresentante il Comune di Marradi, delegato a ricevere la consegna con ordinanza in data 4 novembre 1891 N° 366 del Sindaco di Marradi, di comune accordo riconoscono che la passerella sopra descritta e relative opere murarie trovasi in istato di perfetta costruzione e regolare
manutenzione, e stabiliscono quindi che dalla data del presente verbale passata in consegna All' Amministrazione Comunale di Marradi come sopra rappresentata dal sullodato Sig. Ing. Antonio Mughini la quale da oggi in avanti dovrà curarne a tutte sue spese la manutenzione, restando in pari tempo esonerata l'Amministrazione Governativa da qualunque peso e obbligo a riguardo della opera consegnata.
Col presente verbale le parti Sottoscritte fanno risultarer quanto appresso:

 



che la passerella di cui oggi si eseguisce la consegna è costituita da due putrelle ancorate con controfisso e tiranti, appoggiate su spalle in muratura incatenate a mezzo dei cuscinetti in ferro e pietra da taglio. Il pavimento è formato da lamiere striate di mq 45 e il parapetto con cantonate di 45 x 45 /5.
che tutto il ferro costituente la passerella sopradescritta è colorito a due mani di minio e due a olio e biacca con tinta cenere.
che in seguito all'ultima piena del fiume Lamone avvenuta nello scorso agosto, venne a cura e spese dell'Amministrazione Governativa provveduto perché il piano di posa delle travate metalliche fisse fosse portato al disopra del livello della massima piena anzidetta, e a tale scopo vennero rialzate le due spalle sulle quali appoggia la passerella in discorso.
che finalmente la passerella sopradescritta e le relative opere murarie trovansi in perfetto stato di costruzione e manutenzione.

Il presente verbale dovrà riportate l'approvazione dell'autorità tutoria per la sanzione dell'operato di cui si richiede per la validità dell'atto, e alla quale il convenuti ing. Antonio Mughini è soggetto.

Fatto, letto e in conferma sottoscritto in due conformi esemplari, uno dei quali verrà rimesso all'utente consegnatario dopo eseguita la registrazione gratis per conto dello Stato.

Crespino 25 novembre 1891




La Fonte di Sette versa anche oggi la sua acqua, che è una delle migliori della vallata. E' pura perché scaturisce direttamente dalla roccia di una montagna del tutto disabitata.
Dov'è? Si prende lo stradello che va al Lamone, appena fuori dall' abitato di Crespino, verso Casaglia, e si arriva alla passerella dopo cento metri. E' tutto come nel 1891 ...


A destra, dove c'è il cartello dello Stop, 
comincia la via per la fonte






... la passerella di cui oggi si eseguisce la consegna è costituita da due putrelle ancorate con controfisso e tiranti, appoggiate su spalle in muratura ...













... Il pavimento è formato da lamiere striate di mq 45
e il parapetto con cantonate di 45 x 45 /5 ...










La fonde vista dal sottopasso ferroviario




Fonte: documenti dell'Archivio storico
del Comune di Marradi






domenica 23 novembre 2014

La circonvallazione di Marradi

Un progetto del 1905
ricerca di Mario Catani



L'abitato di Marradi si snoda per più di un chilometro. Tanto c'è dalla stazione ferroviaria al viadotto di Villanceto, che è la porta di ingresso al paese per chi scende dall' appennino.
In questo tratto, lungo il Lamone, si addensano gli edifici del centro storico ma anche i più recenti. Non è una trascuratezza urbanistica, o non lo è del tutto, perché per natura il luogo è un fondovalle stretto, alla confluenza di vallecole laterali altrettanto strette.
In un secolo imprecisato dell'alto medioevo il Paese si formò proprio perché la confluenza delle valli e delle genti avveniva qui e non nella più comoda spianata di S.Adriano.

Il trascorrere dei secoli e le aumentate esigenze di viabilità crearono il problema, che esiste tutt'oggi, visto che Marradi non ha una circonvallazione.

Nel 1905 tutte queste considerazioni erano già evidenti e il comune incaricò l'Ufficio Tecnico di progettare una circonvallazione del centro storico. L'ingegnere del comune dopo aver studiato la situazione propose di risolvere il problema come si vede nelle Tavole seguenti.



Clicca sulle immagini 
se le vuoi ingrandire


Sopra:
I tracciati proposti rispetto 
alla situazione attuale






Facendo mente locale chi conosce i luoghi potrà senz'altro rendersi conto delle difficoltà, dei pregi e dei difetti di questo progetto. Gli altri sappiano che le soluzioni proposte in questi disegni erano del tutto logiche allora e in parte lo sarebbero anche oggi. Il principale difetto era, e ancor oggi sarebbe, l'elevato costo di realizzazione, e infatti il progetto rimase sulla carta.


1916, la lunga strettoia di via Celestino Bianchi 
(dalla Chiesa, punto di scatto, a Casa Randi, 
bianca, sullo sfondo)



Ora però ci interessa quello che scrisse e disse l'ingegnere del comune e non quello che pensiamo noi oggi.






Relazione riguardante
due bracci di strada unenti la via provinciale fiorentina a monte del Paese colla parte della via a valle che prosegue verso Faenza.
...............................................

Come prevedevo e come feci osservare all' Illmo Sig. Sindaco e ad alcuni Signori Componenti la Giunta Municipale, la brevità del tempo accordatomi e la cattiva e rigida stagione dei giorni nei quali avrei dovuto lavorare fuori, non mi hanno permesso di disimpegnare secondo il mio desiderio l'incarico, che con officiale in data 8 febbraio corrente mi veniva affidato, di compilare cioè i progetti massima di due bracci di strada che congiungere dovrebbero la via Provinciale a monte del paese al di sopra dello Spedale, con la parte a valle nei pressi della Stazione Ferroviaria, percorrenti uno la zona esterna al caseggiato lungo la sponda sinistra del fiume Lamone, l'altro la zona esterna sulla destra per il Chiuso e Archiroli Campo della Torre ecc.
Soltanto da una breve ispezione dei luoghi ho potuto rilevare il tracciato più conveniente a mio avviso che espongo nell'unita planimetria, e che credo poco dovrebbe scostarsi dalla linea definitiva, qualora uno dei due progetti dovesse effettuarsi.
Per l'andamento altimetrico del terreno lungo il tracciato, ho dovuto procurarmi alla meglio , più ad occhio che con l'aiuto degli istrumenti opportuni, la quota di livello dei vari punti obbligati per formare il profilo longitudinale approssimativo del terreno e crearmi un'idea dei lavori che potranno occorrere.
Presento non ostante quanto ho fatto convinto che sarà per ora sufficente allo scopo al quale mi si disse dovesse servire.













Tracciato sulla sinistra
del Lamone






Il tracciato pel tratto di strada che dovrebbe percorrere il terreno lungo la sinistra del Lamone si staccherebbe dalla via provinciale Fiorentina normalmente ad essa, nel punto dal quale si parte la stradetta che scende al fiume in prossimità del viadotto di Villanceto, attraverserebbe il Lamone nel punto in cui ha la sezione più ristretta con un ponte di una quarantina di metri di lunghezza alto appena sei metri, e dopo il ponte mediate una breve curva seguiterebbe quasi pianeggiante lungo la sponda sinistra del fiume, fino a confondersi con la strada esistente che porta ai mulini dei Signori Mughini, e che allargata a valle e convenientemente rialzata servirebbe al tracciato fino presso il secondo fabbricato che si incontra venendo dai mulini in Casavigoli.
Parte di questo fabbricato, come pure l'altro attiguo dovrebbe essere demolito per il proseguimento della strada, a monte della caserma dei Reali Carabinieri, che verrebbe a congiungersi con la Traversa per Palazzuolo ad un centinaio di distanza dall'imbocco del paese. Da quel punto della provinciale palazzuolese per un piccolo viadotto di m 20 di lunghezza per sette di altezza si attraverserebbe il Fosso di Collecchio e demolita una parte di fabbricato dei signori Costa, e di una parte della casa pure da pigionali dei Signori Piani, e attraversato il resede di detta casa si taglierebbe lo stradone del Poggio e rasentando al disotto la casa più in basso del Poggio il tracciato ritornerebbe nella provinciale Faentina nel punto dal quale dirama anche il Viale della Stazione.
Questo braccio di strada di millecento metri di lunghezza, dovrebbe avere almeno una larghezza di metri sei avrebbe pendenze leggerissime e non si richiederebbe di lavori importanti che la costruzione del ponte sul fiume Lamone, un muro a sostegno del rialzamento del piano stradale nel tratto ove l'attuale strada dei molini è più avallata fra Casa Vigoli e Casa Gianni, e la costruzione del ponte sul fosso di Collecchio.
Il vantaggio di questa strada, oltre a quello grandissimo di una ottima esposizione, sarebbe quello di dare al paese una zona splendida di terreno fabbricativo presso il Poggio e di togliere il transito dall'interno dei veicoli che vanno e vengono da Palazzuolo alla Stazione Ferroviaria.



Tracciato sulla destra
del Lamone







Il tracciato sulla destra del fiume dovrebbe staccarsi dalla Via Provinciale all'angolo del Fosso del Bastione salire al piano di questa fino presso al resede sottostate alla villa del sig. cav. Attilio Bandini, e quasi al livello di quello attraversare mediante un cavalcavia di m 22 di larghezza per 8 di altezza, la via di accesso a detta villa, la via degli Archiroli e il Fosso di Rio di Salto, tagliare il vicolo della Badia di Borgo al di sopra della Casa Bernasconi per scendere nella proprietà Matulli e percorrendo il terreno pianeggiante della Torre abbassarsi di un tre metri almeno nella ripa dove si dovrebbe impostare il ponte sul Lamone. Attraversato obliquamente il Lamone con questo ponte lungo circa m 85 alto 11 e 9 metri, per un tratto di rilevato discendente gradatamente avente un centinaio di metri di percorso si tornerebbe a sboccare nella Provinciale Faentina prima del piazzaletto davanti alla Casa della Croce. I lavori importanti di questo braccio di strada largo almeno 6 metri lungo appena 710 metri consisterebbero nel rilevato del piano stradale dallo stacco della via Provinciale presso la Croce fino al punto di unione col ponte nel Lamone, rilevato che in prossimità del ponte raggiungerebbe i 4 metri di altezza; nel ponte obliquo attraverso il Lamone lungo come si è detto m 85 portante il piano stradale ad una altezza di m 9 sul lato sinistro della corrente, di m 11 sul lato destro e sul cavalcavia attraverso il Rio di Salto, la via degli Archiroli e la stradetta di accesso alla Villa Bandini, lungo m 22 portante il piano stradale ad una altezza di m 8 dal livello del fosso. Questo braccio di strada sarebbe certo da preferirsi all'altro per la sua brevità, per la maggiore prossimità al Paese, e la possibilità di vari comodi accessi dal centro dell'abitato; e inferiore per l'andamento specialmente altimetrico quantunque non riesca cattivo e di molto per l'esposizione. 



Qual era il tracciato migliore nel 1905? Studiate le Tavole del progetto qui allegate, fate mente locale, e se siete di Marradi troverete una risposta.   

Naturalmente  la realizzazione di ambedue i progetti necessitava di espropri  e il bravo ingegnere fece presente il fatto agli amministratori, con un certo tatto:

 ... il preventivo di spesa per le espropriazioni occorrenti alla realizzazione di questi bracci di strada non credo per delicatezza di doverli mettere in cifra ...







Fonte: Archivio storico dell'Ufficio Tecnico







martedì 18 novembre 2014

Il viale di Crespino

La via d'accesso al paese 
dopo la costruzione
della ferrovia
ricerca di Luisa Calderoni e Claudio Mercatali



 Crespino nei primi
anni del Novecento



La costruzione delle Ferrovia Faentina modificò profondamente Crespino sul Lamone, nel centro e anche sul lato verso Marradi, dove venne costruita la stazione. La manovra dei treni richiedeva degli spazi che vicino al paese non c'erano e dunque lo scalo ferroviario, merci e passeggeri, venne ricavato dai campi piani vicino al sito ancora oggi noto come La Ghiacciaia. Così quei terreni, che prima erano agricoli, ebbero altre destinazioni.



1895
Terminati i lavori della ferrovia il comune decise di costruire lì il nuovo cimitero. Come si legge in questa delibera in un primo tempo venne scelta un'area oltre il Lamone, ma la Commissione Sanitaria Provinciale impose di costruire il cimitero lungo la Provinciale, dov'è ora:

Comune di Marradi
Nuovo cimitero a servizio della Parrocchia
di S.Maria a Crespino

Richiesto dall'Onorevole Sindaco del Comune di Marradi del progetto e perizia sommaria di un nuovo Cimitero a servizio della Parrocchia di Crespino mi portai nel giorno 18 agosto 1895 in di lui compagnia nella località e ivi a seguito delle ricerche e indagini fatto non fu possibile rintracciare fra quelle rocciose montagne altro terreno adattato al di fuori di quello di proprietà del sig. Carlo Mazza fu Antonio situato sulla parte destra del fiume Lamone fra la via Ferrata e il torrente.

Il terreno individuato ha tutte le caratteristiche volute dal vigente regolamento di polizia mortuaria. La sua ubicazione presenta però delle difficoltà per l'accesso essendo indispensabile una spesa relativamente considerevole per la costruzione di una nuova strada ed un ponticello sul Lamone. L'Onorevole Commissione Sanitaria Provinciale nella sua visita che dovrà fare sulla località vedrà se quel terreno fu ben scelto, o se possa a suo giudizio trovarsene altro da risparmiare con molto vantaggio dell'Amministrazione Comunale la spesa dei due sopracitati lavori.






1906
A metà strada circa fra il cimitero e Crespino dalla montagna sgorga una sorgente d'acqua ottima e quindi, siccome la strada stava ormai diventando un viale annesso al paese, il Comune costruì il fontanile detto Delle Fabre, ancora oggi molto frequentato.


La Fonte delle Fabre


1907
Il Comune prese in consegna il piazzale della stazione e la rampa d'accesso, con questo atto privato:

Ferrovie dello Stato
Linea Firenze - Faenza
Atto Privato Reg. 24 luglio 1907

Verbale di consegna al Comune di Marradi del piazzale esterno della stazione di Crespino e della rampa di accesso alla stazione medesima.

Premesso che il terreno sul quale si trova il piazzale esterno e la relativa rampa di accesso alla stazione di Crespino è di proprietà del Regio Demanio Nazionale - Ramo Strade Ferrate - e che quel piazzale venne finora mantenuto dall'Amministrazione ferroviaria a propria cura e spesa. Dovendosi ora procedere alla consegna di detto piazzale all'amministrazione del Comune di Marradi e dovendosi al tempo stesso regolarizzare la concessione fatta senza atto regolare al predetto Comune dalla cessata Direzione Tecnica Governativa della linea Firenze - Faenza di occupare la zona di proprietà ferroviaria occorsa per la costruzione di detta rampa di accesso:
Fra l'Amministrazione delle Ferrovie dello Stato e per essa il sig. Cav. Ing. Ufficiale Luigi Sugliano Capo del Dipartimento di Firenze e il Comune di Marradi rappresentato dal sig. Bandini dottor Attilio Sindaco del medesimo Comune si è convenuto e si conviene quanto segue:


Art 1 L'amministrazione delle Ferrovie dello Stato proprietaria della linea consegna in uso, e non altrimenti, al Comune di Marradi ...







1908
Il Comune chiese alla Provincia il permesso di piantare due file di tigli, lungo la via principale e così quel tratto di strada diventò un viale ombreggiato, completato fino alla stazione con altre piante, come si legge in questa delibera di Giunta

La Giunta
considerato che la Provincia ha concessa la piantagione di quaranta piante di tiglio lungo la strada provinciale faentina nei pressi della frazione di Crespino; considerato che dalla strada Provinciale si stacca un brevissimo tronco di strada Comunale che conduce alla stazione di Crespino. Tenuto presente che sarebbe oltre che incomodo antiestetico  il far si che nei mesi estivi fosse necessario attraversare un tratto di strada Comunale nudo e soleggiato per giungere ad una strada Provinciale alberata.
 delibera

di stanziare la somma di lire otto sul bilancio 1908 per l'acquisto di sei piante di tiglio e per la piantagione delle medesime ai due lati della strada Comunale.


 
  
E così il tratto di strada campestre che nell' Ottocento portava in paese divenne un viale.












Fonte: Documenti dell'Archivio storico
del Comune di Marradi


giovedì 13 novembre 2014

La cometa di Halley

Il passaggio del 1910
ricerca di Claudio Mercatali



In questi giorni si è saputo che l'ESA, l'agenzia spaziale europea, molti anni fa aveva sparato nello spazio una sonda in grado di atterrare su una cometa. Noi Europei non siamo come gli Americani, che reclamizzano sei mesi prima il lancio delle loro sonde e lo scopo delle missioni. E' una differenza di stile o ci rende incerti la sudditanza tecnologica? 
La cometa si chiama  67 P/ Churjumov - Gerasimenko e secondo l'uso dell' astronomia, prende nome da chi l'ha scoperta, cioè in questo caso da due russi .
Il primo segnale è arrivato al Centro di controllo ESA in Germania, alle 17,03 dell' 11 novembre: per la prima volta, una sonda interplanetaria è atterrata sul nucleo di una cometa, per studiare le caratteristiche misteriose di questi corpi celesti. Il segnale arriva da 511 milioni di chilometri: ha impiegato 28 minuti e 34 secondi per giungere fino a noi. Come andrà a finire la missione? Lo sapremo nelle prossime settimane dalla stampa. In attesa di notizie occupiamoci di una cometa famosa in periodico transito attorno alla Terra, ossia della cometa di Halley.

Le comete fin dall' antichità hanno sempre affascinato, e fu appunto una cometa a guidare i Re Magi fino alla grotta di Betlemme. Nel medioevo le credenze popolari volsero al peggio e la loro comparsa fu considerata segno di sventura.
Oggi gli astronomi ci dicono che queste non sono altro che nuclei ghiacciati e la coda si forma quando sublimano passando vicino al Sole. Sono anche corpi orbitanti e quindi se il Sole non le scioglie del tutto ritornano dopo un certo numero di anni.

L' astronomo Edmond Halley si accorse che la cometa che vedeva nel 1682 era simile a quelle descritte da Pietro Apiano nel 1531 e da Johannes Kepler nel 1607 e pensò che fosse la stessa, di ritorno ogni 76 anni circa. Infatti la cometa fu rivista da Johann Georg Palitzsch la notte di Natale del 1758.
Il 20 maggio del 1910 la cometa passò vicino alla Terra, a 22 milioni di chilometri, creando spettacolari vedute alle alte latitudini.

Il 13 gennaio Tolstoj un po' preoccupato scrisse nel suo Diario:



Giovanni Pascoli fu più ottimista di Tolstoj e pubblicò sulla rivista Il Marzocco la poesia Alla cometa di Halley che comincia così:
O tu, stella randagia, astro disperso ...


clicca sulle immagini 
se le vuoi ingrandire

L'Italia non era in una posizione ottimale per l'osservazione della cometa di Halley del 1910, però le aspettative furono tante lo stesso. Gli astronomi avevano spiegato che l'orbita coincideva con quella terrestre e ci poteva essere uno scontro, o potevano cadere i detriti accumulati nel nucleo. Infatti le comete inglobano polveri e meteore raccolte lungo le loro lunghissime orbite.



Fin qui la scienza. Che impressioni ebbe la gente, nella nostra zona, di fronte a tutte queste notizie? A quanto risulta dagli articoletti dei giornali locali non sembra che ci fossero molte preoccupazioni. Il passaggio della cometa era previsto, atteso e noto a tutti, perché se ne era fatto un gran parlare.

I Salesiani di Faenza per l'occasione organizzarono una conferenza con padre Alfani, il prete astronomo direttore dell' Osservatorio Ximeniano di Firenze. Il settimanale cattolico Il Piccolo diede risalto alla cosa nel modo che si legge qui sopra.
 





... e subito il settimanale faentino Il Socialista commentò con sarcasmo ...




... ma quelli del Piccolo fecero finta di niente ...
come si legge qui accanto 












La conferenza di padre Alfani sarà stata di certo interessante, perché era un abile conferenziere. E' probabile che i discorsi del prete astronomo abbiano stuzzicato la fantasia dei presenti e creato anche qualche aspettativa per il 19 maggio, data del passaggio della cometa alla minima distanza dalla Terra.

Padre Alfani 
con Guglielmo Marconi












Però la notte del passaggio qui da noi successe poco o niente e non ci fu nessuno dei  particolari effetti che la gente si aspettava. Perciò Il Lamone, giornale anticlericale dei repubblicani faentini pubblicò questo ironico articolo "In cerca della coda" che conclude così:



... una sposina che aveva assistito alla conferenza della coda ai Salesiani, poi alla predica del suo parroco, l'abbiamo sentita, mentre tornava a casa con gli occhi imbambolati, che diceva: - ho voluto credere ai preti e per una coda immaginaria ho perduto tutta una notte. Ai Salesiani non andrò più e in quanto al parroco voglio che si diverta lui con le sue code, anche se luminose. Non spenderò più una intera notte per rincorrere l'inafferrabile, l'incerto, il problematico perdendo poi il sonno e passare la mala notte. E forse quella sposina non aveva torto. Ah, se al mondo si nascesse vecchi !!




Anche a Lutirano la cometa venne usata per fare dell'ironia. In quei mesi questo paesino isolato era senza dottore, perché il nuovo medico condotto aveva preso la residenza a Tredozio e si faceva vedere poco. A suo dire il contratto che aveva con il comune di Marradi non lo obbligava a risiedere sul posto e sfidava i lutiranesi a trovare un foglio che dicesse il contrario.




Lo spiritoso e indispettito parroco di Lutirano, scrisse al Piccolo l' articolo qui sopra chiedendosi: l'obbligatorietà della residenza non si sarà persa nella coda della cometa?

E un altro lutiranese gli rispose quello che si legge qui accanto:
... reverendissimo signor parroco l'altra sera mentre l'illustre padre Alfani in piazza S.Lorenzo a Firenze osservava con il suo miglior telescopio la cometa ... sentì cadere sull'obbiettivo un corpo estraneo ...



Fonte: Emeroteca della biblioteca 
comunale di Faenza. 



sabato 8 novembre 2014

Dal Passo del Giogo alla Colla


Un trekking lungo 
il sentiero 00
ricerca di Claudio Mercatali



Il Passo del Giogo nel 1966



Il sentiero 00 (zero - zero) è il percorso fondamentale del nostro appennino, quello dal quale si diparte la rete delle vie campestri che scendono dallo spartiacque Tirreno - Adriatico. Infatti lo zero - zero percorre il crinale appenninico dalla Futa al Casentino e forse anche oltre. Ora ne percorreremo un tratto, dal Passo del Giogo alla Colla di Casaglia, per un totale di 12 km quasi tutti lungo una comoda strada forestale.

Questo non è un trekking ad anello e quindi non si torna al punto di partenza. Per cominciare dal Passo del Giogo partendo da Marradi bisogna prendere il treno delle 5,30 (!) e andare a S.Piero a Sieve (un'ora di tempo). Qui dopo venti minuti passa la corriera per Firenzuola che in mezz'ora arriva in cima al passo. Oppure, se siete meno mattinieri, si può partire con il treno delle 7,50 e prendere la corriera delle 8,55. Questo è un trekking di crinale classico e nelle belle giornate si incontra quasi sempre qualcuno lungo la via. Infatti al Giogo un rumorosissimo gruppo di boy scout mi precede e li lascio andare volentieri. Mi segue una famiglia di escursionisti, con il cestello della colazione, diretti al primo punto panoramico ...







La via è ampia,
non si può sbagliare.







Proprio di qui passava la Linea Gotica e i Tedeschi si arroccarono cercando di fermare gli Americani. Nell' autunno 1944 ci furono dei combattimenti feroci con molti morti. La pendice del Monte Altuzzo fu devastata dalle cannonate e dai bombardamenti aerei, tanto che rimase spoglia della vegetazione. Le foto dell' epoca sono impressionanti.

A Ponzalla, una località prima del Giogo, c'è un museo rievocativo di questi fatti tragici. Il gruppo di volontari che cura il museo ha anche ricostruito alcuni rifugi fatti nel 1944 dalla TODT l'organizzazione tedesca che approntava le linee di difesa e i fortilizi. Se ne incontrano due o tre lungo la via e altri sono dentro la macchia.











I tornanti del Passo del Giogo nel 1944 fotografati da un aereo americano. Il fronte di guerra è appena passato. Sono gli stessi che la corriera per Firenzuola ha percorso oggi.






Una foto panoramica del 1944 che ora ci serve come carta topografica. 
Il trekking si svolge lungo tutto il crinale, da sinistra verso destra.






Dopo monte Altuzzo questi ricordi della guerra per fortuna svaniscono e ci si immerge di nuovo nella natura. La strada è un saliscendi sempre sull'orlo del crinale, e percorre abetaie e faggete di grande effetto.









Dopo qualche chilometro si esce dai boschi e si vede il panorama della conca di Firenzuola.



Il sentiero serpeggia da un versante all'altro, con un continuo saliscendi e quindi si può vedere a tratti anche la conca del Mugello.







Si arriva così alla Fonte al Lupo, una fresca sorgente che può essere considerata come uno dei punti di inizio del fiume Santerno.

Si potrebbe riempire l'ampolla votiva, come si faceva qualche anno fa al Moncenisio per il Po, ma qui da noi non usa. In compenso si fa il pieno, perché il cammino non è stato duro però è ora di bere.



Sotto: l'alta valle del Santerno vista dal crinale fa un bell'effetto.








Infine si giunge alla Colla, dopo un cammino di 12 km. Al mio passo ci sono volute tre ore, ma la fatica non è stata molta, nonostante i continui saliscendi.

Meno male, perché non è finita. Ora bisogna scendere a Casaglia (altri 3 km) e aspettare lì il pulmino della SAM che fa la spola con Marradi.


Il Passo della Colla 
negli anni Cinquanta







lunedì 3 novembre 2014

I nostri "militi ignoti"

Raccontiamo qualcosa di loro....
ricerca di Luisa Calderoni





Sopra: Elenco dei caduti
 Sotto: le lapidi alla chiesa di Campigno, alla Badia del Borgo, al cimitero di S.Adriano.

Lista dei soldati morti che non hanno una scheda:


Alpi Attilio
Nato a Marradi il 20 agosto 1889 , morto il 2 gennaio 1937.  Militarizzato A.O.I.  
                                                       
                      
 Bandini Claudio,nato a Marradi il 27.7.1926, deceduto il 28.4.1945 nel campo di prigionia di Ebensee in Germania.
Francesco lo conosceva e racconta la sua storia...


Bandini Giuseppe, nato a Marradi il 27.2.1909, deceduto il 12.91943 nell'Ospedale Militare di Bastia in Corsica


Barbagli Dino, nato a Marradi il 29.8.1914 - disperso

Berretti Francesco, nato a Marradi l'1.3.1908, disperso il 20.9.1944 - deportato

Fabbri Ubaldo, nato a Marradi il 2.5.1924, deceduto il 7.11. 1944 in Germania

Funghi Amorino, nato a Pitigliano, il 25.7.1900, deceduto il 17.8.1944 - Molinella

Gamberi Benedetto, nato a Marradi il 26.12.1896 disperso il 27.6.1944

Gherardelli Alfrero, nato a Marradi, il 10.4.1914, deceduto il 12.9.1942 per affondamento del piroscafo" Lucania"

Gurioli Alfredo, nato a Tredozio il 3.10.1906, deceduto l'1.10.1942

Maretti Giuseppedi Lorenzo, nato a Marradi il 16.11.1909, deceduto il 29,6,1942 all'Ospedale Militare di Firenze

Naldini Federico, nato a Sapri il 26.3.1901, deceduto il 19.2.1937, militarizzato A.O.I

Neri Igino, nato a marradi il 4.9.1900, deceduto il 3.11.1944

Neri Leonardo, nato a marradi il 16.8.1912 deceduto in Spagna nel \1938

Paganini Luciano, nato a Marradi il 5.8.1922 e deceduto il 16.9.1943 a Verona

Paggetti Oliviero, nato a Castel S.Niccolò il 9.8.1912 deceduto  il 21.5.1941 a Tirana in Albania

Pazzi Matteo, nato a Marradi il 29.10.1924 e deceduto l'8.2.1945 a Rocciamelone- Susa Torino.
Erano due fratelli e abitavano a Casa Vigoli . Francesco Cappelli ricorda che i genitori erano molto combattuti sul da farsi dopo l'avviso del maggio 1944 che invitava all'arruolamento nell'esercito della Repubblica di Salò, pena la fucilazione come diserzione.Inoltre c'era tanta fame e la Repubblica di Salò ricompensava con cibo e altro le famiglie degli arruolati. Un fratello si arruolò e l'altro fuggì.

Romano Sergio, nato a Marradi il 28.12.1917 deceduto il 20.1.1943 in russia in prigionia

Scarpa Angelo, nato a Marradi il 25.11.1921 disperso il 31.1. 1943

Scarpelli Giovanni, nato a Palazzuolo l'1.3.1918 e deceduto il28.3,1942

Scarpelli Paolo, nato a Palazzuolo il 25.1. 1913 disperso il 17.1.1943

Taddei Rolando, nato a Firenze  l'11.10.1907, deceduto l'8.4.1941. A.O.I

Tassinari Gino, morto il 14.3.1945in Germania ad Hannover in prigionia

Tronconi Calisto,nato a Marradi il 17.3.1911 deceduto il 10.5.1936 A.O.I

Visani Armando, nato a Marradi il 20.8.1918 e deceduto il 223.11.1944 nel campo di prigionia di Mathausen. Francesco Cappelli ricorda che era un tipo un pò strambo, pazzarello, e tutti nel paese lo prendevano in giro.

Visani Giovanni, nato a marradi il 5.1.1915 deceduto il 28.6. 1940 per affondamento della motonave"Paganini"

Zambelli Alberto, nato a Marradi il 23.11. 1921 e deceduto in combattimento il 16.8.1943

Cordovani Vincenzo
Ciaranfi Pietro
Berretti Francesco

Schede degli altri caduti e note relative

Alpi Martino, nato a Marradi l' 11 novembre 1924- morto  ( disperso) il 5 marzo 1944 sul Monte Falterona 



Alpi Vincenzo, nato a Marradi il 12 gennaio 1919- Disperso in Jugoslavia/ Albania ( Syenica ?)  il 16 novembre 1943

Angioli Giuseppe, nato a Marradi il 12 0ttobre 1917- disperso in Russia il 15 gennaio 1943

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Bambi Primo nato a marradi il 1 gennaio 1912- disperso in Russia il 17 dicembre 1942. Sentenza di presunta morte



Bandini Augusto, nato a Marradi il 30 ottobre 1916- disperso sul fronte russo il 19 dicembre  1942

Bandini Francesco, nato Marradi il 15 gennaio 1920- morto il 24 maggio 1944 in Jugoslavia



Bandini Lino, nato a Marradi il 28 aprile 1911- morto in Albania il 18 dicembre 1944



Bellini Giovanni, nato a Marradi il 2 ottobre  1913-  Deceduto all' Ospedale Militare da campo n. 444 il 26 dicembre 1940

Benedetti Umberto, nato a Palazzuolo il 3 novembre 1915- disperso sul fronte russo l'8 agosto 1942

Biondi Giovanni, nato a Marradi il 10 luglio 1916- deceduto ad El Alamein- Libia il 9 luglio 1942

Brunetti Angiolo, nato a Marradi il 23 luglio 1913, morto il 13 giugno 1943 nell'Ospedale Militare di  Tirana in Albania

Camurani Bruno, nato a Marradi   il 21 aprile  1919 .morto a Portella presso Cassino, il 27 gennaio 1944




Non risulta nella lista dei militari deceduti durante la seconda Guerra Mondiale stilata dal Comune di Marradi

                   Fantozzi Nicola nato a Basilea il 20 luglio 1912- disperso in Albania il 6 dicembre 1940


Ferrini Ferdinando, nato a Portivo il 23 agosto 1912, -deceduto a Mecicak, in Albania il 6 dicembre 1940

Ferrini Nello nato a Marradi il 18 maggio 1916- deceduto il 23 marzo 1944 nel campo di prigionia di Dortmund in Germania

Ferrini Pietro, nato a Marradi il 29 ottobre 1919- morto il 21 aprile 1941 in Albania a Pellumbat


Galeazzi Primo, nato a Palazzuolo il 9 giugno 1920, disperso in  Austria il 9 ottobre 1944

Gamberi Benedetto, nato a Marradi il 26 dicembre 1896, disperso il 23 marzo 1944

Gentilini Angiolo nato a Marradi il 18 maggio 1916, disperso in Corsica il 19 aprile 1943 ( sentenza di presunta morte)


Gentilini Giovanni nato a Marradi il 5 agosto 1923, disperso a Creta  l'8 settembre 1943

Gherardelli Guido, nato a Degagna di Vobarno il 25 luglio 1920, deceduto il 14 luglio 1942 a Iwanowka, Russia

Graziani Francesco, nato a Marradi il 14 maggio 1907, deceduto a Amba Alagi in Abissinia, il 15 maggio 1941

Maretti Luigi, nato nel 1923, morto il 4 luglio 1943 nell'Ospedale  da Campo n. 450 di Cagliari





Maretti Riccardo, nato a Marradi il 13 agosto 1910, morto in Albania il 20 gennaio 1941 nell'Ospedale da Campo n. 426





Mazzoni Antonio, nato a Marradi il 31 luglio 1916, morto il 18 novembre 1941 per affondamento del sommergibile Malaspina

Mercatali Gilberto, nato a Marradi il 4 ottobre 1919, deceduto il 31 marzo 1943 a Oranski  in Russia.
                       Era parente di Bice Mercatali che aveva un ristorante in un palazzo di via Talenti, sopra la terrazza.


Morini Domenico, nato a Palazzuolo il 31 gennaio 1913, deceduto il 9 dicembre 1940 in Alta Val Skombini

Nati Giovanni, nato a Marradi il 14 dicembre 1919, morto il 2 dicembre 1940 a Macicak in Albania

Pallotti Corrado, nato a Marradi il25 novembre 1910, morto il 5 giugno 1941 nell'Ospedale Militare Regina Elena di Addis Abeba

Parrucci Eliseo, nato a Marradi il 20 febbraio 1921, disperso il 14 dicembre 1942

Pierantoni Giulio, nato a Brisighella il 27 marzo 1915, morto il 18 aprile 1941  al Km. oltre il ponte di Belissa

Pieri Francesco, nato a Marradi il il 20 febbraio 1920, deceduto il 18 gennaio 1941 all'Ospedale Militare da Campo n. 403

Pieri Giuseppe, nato il 6 marzo 1915, deceduto il 31 marzo 1944 a Bitolya in Macedonia

(non è presente negli elenchi)



Raspanti Sante, nato a Firenzuola il 24 dicembre 1910, disperso il 27 luglio 1944

Ronchini Adelmo nato a Palazzuolo il 2 gennaio 1925, deceduto il 23 settembre 1944 a Castel del Rio, Partigiano

Ronconi Orazio, nato a Marradi il 2 dicembre 1922, morto in Russia il 21 giugno 1943

Samorì Domenico, nato a Tredozio il 26 novembre 1915, deceduto in Grecia il 30 novembre 1940

Sartoni Alceo, nato a Marradi il 18 luglio 1910, deceduto il 22 dicembre 1942 in Russia

Sartoni Pietro, nato a Marradi il 18 luglio 1910, deceduto il 6 dicembre 1940  a Kalivaci in Albania


Zacchini Domenico, nato a Tredozio il 6 ottobre 1921, disperso il 4 dicembre 1942 in Russia

Zelli Altero, nato a Firenze il 27 giugno 1922, deceduto il primo aprile 1942 per annegamento


Tutte queste schede personali sono scritte a mano a differenza di quelle dei caduti della Prima Guerra Mondiale che sono battute a macchina ( vedi le due schede sottostanti), segno della carenza di mezzi degli uffici anagrafici del Comune di Marradi che era stato saccheggiato e devastato dagli Alleati ed era stato collocato  provvisoriamente nell'attuale abitazione di Angiolina Scheda in via Talenti.