Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

mercoledì 29 maggio 2013

Le elezioni durante il Fascismo


Si vota per la Camera dei Deputati
                                      di Claudio Mercatali



Il 24 marzo 1929 e il 25 marzo 1934 ci furono due tornate elettorali per la Camera dei Deputati, che esisteva ancora come assemblea ma non aveva più nessun potere legislativo. Gli elettori potevano votare solo SI o NO per approvare la lista dei deputati già decisa dal Gran Consiglio del Fascismo. La scheda con il SI all’interno era tricolore, quella col NO era bianca.

IL GRAN CONSIGLIO
Il Gran Consiglio del Fascismo fu istituito il 15 dicembre 1922. Era l’organo supremo del PNF, il Partito Nazionale Fascista. La legge del 9.12.1928, n. 2693 lo trasformò in organo dello Stato: "organo supremo, che coordina e integra tutte le attività del regime sorto dalla rivoluzione dell'ottobre 1922".


Dentro la scheda per il SI non c’era niente da scrivere, come si vede qui accanto, perché non c’erano candidati da scegliere. In pratica l’elettore riceveva le due schede, andava nella cabina, ne sceglieva una e l’altra la gettava nel cestino o la riconsegnava. Perciò il voto non era segreto. Il tutto è riassunto nelle istruzioni qui accanto, che furono pubblicate nei quotidiani perché tutti le leggessero.
Ma perché fare tutto questo se le cose erano già decise in partenza? Il fatto è che il Regime voleva dar prova della sua forza e dimostrare a tutti che poteva controllare il consenso della gente e aveva annullato ogni opposizione.

Stando così le cose le liste dei deputati designati furono approvate con una percentuale altissima, come si vede dai risultati nazionali che sono qui di seguito. I contrari nel 1929 furono pochissimi e nel 1934 calarono fino a un numero irrisorio. Questo avvenne perché con il voto palese chi votava contro veniva registrato come oppositore. 

 
 IL RISULTATO NAZIONALE

Anno 1929   SI  8.517.838    NO 135.773   
Nulle 8.209   
Votanti 8.661.820 su 9.460.737

Anno 1934   SI 10.026.513    NO 15.265     
Nulle 219   
Votanti 10.041.997 su 10.433.536



Come andarono le cose a Marradi? Il Podestà fece riattivare i vecchi seggi, quelli che si usavano prima del Fascismo quando le elezioni erano autentiche. C’erano quelli del capoluogo e quelli delle frazioni, come si legge qui accanto.
Poi il 24 marzo, domenica, la gente andò a votare e tutto si svolse senza inconvenienti. Il giorno precedente era festivo, perché il 23 marzo era il giorno di fondazione dei Fasci di Combattimento, ricorrenza importante nel calendario del Regime, così come il 28 ottobre, giorno della Marcia su Roma.














Per questo fu invitato a Marradi l’on. Emanuele Trigosa, un dirigente di partito, che tenne un comizio dal balcone di palazzo Fabbroni (quello di fronte al Comune) alla folla opportunamente radunata in piazza Scalelle e naturalmente invitò a votare a favore. I risultati di queste elezioni sono qui accanto. I SI furono 2295 e i NO solo 15. Le donne non avevano diritto al voto, ma questo avveniva in quasi tutta Europa ad eccezione dell’Inghilterra e della Francia.


  


 
Nei comuni del Mugello le cose andarono più o meno come qui da noi e i risultati furono questi.






2 commenti:

  1. Potevi anche fare scheda nulla con la scheda tricolore se non avessi voluto votare SI; comunque da 70 anni con "libere elezioni" le cose non vanno certo meglio,anzi,molto molto peggio!

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