Le stagioni

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sabato 20 agosto 2016

A Marradi nella Notte delle streghe


Tra incanto, mito e magia
resoconto di Claudio Mercatali



Nella Notte delle Streghe a Marradi c'era un’ insolita scenografia a cielo aperto. Il tema scelto dal direttore artistico Maurizio Brunetti, era il mondo dell’epica classica con l’opportunità di ripercorrere il viaggio di Ulisse e incontrare i personaggi mitologici dei poemi omerici.

Il 19 agosto tutto è iniziato al tramonto a fianco del Teatro Animosi con il mercatino degli ambulanti. A calare della sera le vie del centro si sono animate con spettacoli, danze e musica.

Davanti al Teatro c'era l’atmosfera magica della leggenda, con il cavallo di Troia, al cospetto del re Priamo che, insieme ad Andromaca, Elena e Paride, osservava i sudditi in festa (cioè tutti noi). Qui si poteva anche diventare per un momento partecipanti attivi e lasciarsi coinvolgere da aedi, ancelle, sacerdotesse e divinità, con foto ricordo della notte marradese.

Sotto il mercato coperto una serie di colonne luminescenti facevano da contorno a uno spettacolo allestito dal gruppo “Circonfuse” adatto ai più giovani: si poteva visitare il luogo dell' incanto e della magia abitato da fate giocose, con bolle incantate, giochi di luci ed ombre, colorate pozioni magiche e spiritosi truccabimbi. 





 
Partiti dalla città festante di Troia, siamo arrivati davanti alla casa dell’eroe, a Itaca, dove i Proci, aspettando che Penelope finisse la tela, stavano dilapidando tutti i beni di corte e facevano letteralmente i loro comodi davanti alla casa di Ulisse che non era ancora tornato.










Penelope e l'ancella sedevano al telaio in un tempio circondato da cariatidi umane, che a intervalli regolari lasciavano la loro postazione, esibendosi in una coreografia.
Per dire di una persona che proprio non si muove si dice "immobile come una cariatide" ma qui c'è una variante del mito ...


Sta arrivando Ulisse con la nave, 
fra un po' per i Proci saranno guai ...



 









Continuando il viaggio abbiamo incontrato Scilla, 
il mostro marino con sei teste, 
che divorava parte dell’equipaggio ...




... e Polifemo, che lanciava macigni 
(di polistirolo) sui passanti.

... qui ha trovato un aiutante ...

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E’ il momento della discesa nell’Ade, 
il mondo degli inferi, popolato da esseri 
misteriosi e dalle anime degli eroi greci. 













Si entrava da questa porticina, 
dove delle strane manine cercavano 
di afferrare i passanti attraverso le pareti.






















Per gli antichi greci l'Ade è l'aldilà, 
che non corrisponde all'Inferno.
Quindi si incontravano anche 
dei personaggi rassicuranti, 
come queste tre signore.






In piazza Scalelle, nel cuore del paese, c'era Ulisse dalla maga Circe, con il Dio dei venti Eolo e Medusa impegnati in una danza.








Ecco di nuovo Ulisse, che passa con la nave spinta dai marinai del suo equipaggio in mezzo alla folla.















L’ultimo, accattivante pericolo per l’eroe, è stato l’incontro con le sirene, in grado di ammaliare i marinai con il loro canto suadente. 




















A questo punto
non poteva mancare Nettuno, 
il dio del mare ... 








... e nemmeno gli Dei dell'Olimpo









A mezzanotte e la gente
si accalcava vicino al Ponte Grande.
In base ai dati delle biglietterie c'erano quasi 4.000 persone.



 

La mostruosa Medusa era stata rapita,
portata in corteo sul fiume Lamone
e messa al rogo.


Così sono finite le rappresentazioni nel centro del paese, ma la festa è continuata al Parco della Piscina Comunale, con musica fino alle ore cinque del mattino. 



lunedì 15 agosto 2016

Un trekking di notte a Coloreto



La Stra' Stellata di Ferragosto
resoconto di Claudio Mercatali
 
 
 
C' è una luna piena ogni 29 giorni, perché questo è il tempo che il nostro satellite impiega per compiere un'orbita e ripresentarsi con lo stesso aspetto. Nell'anno Mille gli Arabi l'avevano capito e su questo fondarono il loro calendario. Invece noi Europei ci regoliamo con il Sole, per cui abbiamo un calendario che non combina con quello lunare e anzi per noi un "lunatico" è uno che non è mai "a tempo" e quindi è anche un po' strambo e invece un "solare" è un individuo con le idee chiare e manifeste.
 

Chi ha ragione, noi o gli Arabi? Non si sa, perché i due riferimenti astronomici si equivalgono e si tratta di intendersi. Sta il fatto nei trekking notturni è importante tener conto delle fasi lunari, perché se c'è il riverbero della Luna si vedono tante cose. Manca qualche giorno al plenilunio e si vedono discretamente anche le stelle e infatti il nostro giro è stato chiamato “Stra' Stellata” .
 

Siamo 380 qui alle Case Nuove dell'Eremo, a 900m di quota, nella fresca serata del 14 agosto, in attesa della partenza. Il trekking si snoda in due anelli, uno di 3,7 km e un altro più lungo di 2 km. E' inevitabile perché "il passo si misura con la gamba" e sarebbe difficile trovare un percorso unico che vada bene per tutta questa gente. E allora andiamo ... 
 

 
Il "giro corto"  dalle Case Nuove del Passo dell' Eremo a Coloreto, sul Passo della Peschiera aveva il tracciato che si vede qui sopra. Il sentiero è quasi tutto a 1000m di quota.
 
Nel sentiero detto "della Pianellona" si va in fila indiana e quindi all'imbocco ci dobbiamo allineare. Si forma un serpentone  lungo diverse centinaia di metri.
 
 
 
 
Dopo un tratto in salita si percorre un crinale piacevole, che si chiama "Il galestrino".
La luna è già alta e la sua posizione è perfetta 
per illuminare la via quando scenderà la notte.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
Siamo alla quota di 1000m e verso ovest la visuale si apre fino al Monte Carzolano, che da qui dista quasi
15 km in linea d'aria.
 
 
 
 
 
 
Al crinale c'è la sosta per ricompattare il gruppo. Ognuno deve decidere: giro lungo o corto?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Chi di qua e chi di là.
 
 
 
 
 
 

 
Dal crinale della Preda si vede il panorama opposto a quello di prima, fino al Monte Falterona, che dista più di 20 km in linea d'aria.
 
 
 
 
 
 
 
 
La sera sta scendendo rapidamente e il cardo selvatico
sta chiudendo il suo fiore buffo.
 
 
 
 
 
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Ormai è notte quando arriviamo di fronte al Monte Pollaio, che è la cima più alta di questa zona, dopo il Monte Lavane, che si intravede sullo sfondo, a sinistra.



Che cosa succede a Coloreto?
C'è un incendio? No, sono le luci del "ristorante" all'aperto, perché questi trekking finiscono sempre a tavola.

 
 
Mentre eravamo in giro è arrivato un altro centinaio di persone e quindi ora siamo quasi cinquecento.